7 videogiochi regali natale

Il Natale è alle porte. Manca ormai una sola settimana al momento atteso da grandi e piccini: l'apertura dei regali e le (meritate) ferie utili per ricaricarsi prima dell'anno nuovo. Quale momento migliore per recuperare i titoli lasciati sulla mensola nel corso degli ultimi mesi, magari a causa del lavoro o dello studio che non vi hanno lasciato tempo di gustarli con calma. Per questo le vacanze di Natale sono un ottimo momento per mettersi davanti alla TV muniti di coperta e cioccolata calda per affrontare le tante (e belle) avventure che il settore dei videogiochi ci ha proposto in questi ultimi mesi del 2015. E, perché no, anche trovare qualche spunto per i regali di Natale.

Star Wars: Battlefront

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Il 2015 è senza dubbio l'anno di Star Wars. Da pochi giorni nei cinema italiani è arrivato l'ultimo episodio di una delle saghe di fantascienza più apprezzate della storia, un ottimo motivo per rituffarsi a capofitto nella meravigliosa atmosfera dell'universo creato da George Lucas. Star Wars: Battlefront rappresenta il titolo migliore per farlo: grande, denso, dinamico ed emozionante, il videogioco sviluppato da Dice e prodotto da Electronic Arts vi permette di affrontare le battaglie più entusiasmanti dei film di Star Wars, dal freddo pianeta Hoth alla luna boscosa di Endor, anche nei panni degli eroi del bene e del male. Ma Battlefront ha anche una marcia non più: enormi combattimenti aerei che vi mettono alla guida dei leggendari X-Wing e dei velocissimi Tie Fighter. Menzione d'onore al sonoro: incredibilmente fedele in ogni suo aspetto ai film che hanno reso leggenda il mondo di Luke Skywalker. È inoltre già disponibile un contenuto gratuito che funge da raccordo tra i vecchi e i nuovi film: la battaglia di Jakku, il pianeta mostrato nei primi trailer di Episodio VII.

Just Cause 3

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State cercando un Natale videoludico all'insegna di esplosioni, sparatorie e anche un po' di sana tamarragine? Just Cause 3 è il gioco perfetto, che prende il concept della saga e lo inserisce in un mondo di gioco vasto e assolutamente libero, infarcendolo di tante occasioni di distruzione. La storia vi vede vestire ancora un volta i panni di Rico Rodriguez, un rivoluzionario che aiuterà la resistenza a combattere il dittatore Sebastiano Di Ravello. Frenetico, divertente e dotato di un umorismo unico, Just Cause 3 convince anche e soprattutto grazie al rinnovato rampino, con il quale raggiungere velocemente ogni area di gioco, e all'introduzione della tuta alare, una manna dal cielo (letteralmente) quando si tratta di percorrere in lungo e in largo le tre grandi isole che caratterizzano il mondo di gioco. E se la distanza è eccessiva ci pensa uno dei molti veicoli a disposizione: dagli elicotteri agli aerei, senza dimenticare motoscafi, macchine sportive e vespe. Già, perché nel gioco c'è tanta italianità, sia nei personaggi – Mario, il co-protagonista, è uno spasso – che nelle location, chiaramente ispirate alle nostre località di mare. Peccato per i cali di frame rate, evidenti quando a schermo esplode letteralmente ogni cosa.

Need for Speed

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Una sorta di reboot particolare di una tra le serie più apprezzate nel settore della guida arcade. Tra alti e bassi, la saga ha sempre coccolato il suo pubblico di fedeli fan, che nella possibilità di personalizzare le macchine, fuggire dalla polizia e affrontare una trama al limite della legalità hanno sempre trovato una grande fonte di divertimento. Questo episodio, oltre a riportare in auge alcuni degli elementi cari ai capitoli più apprezzati del passato, si focalizza su cinque personaggi, ognuno dei quali legato ad un preciso metodo di guida: Shinichi Morohoshi (fuorilegge), Ken Block (stile), Akira Nakai (tuning), Magnus Walker (velocità) e Risky Devil (crew). Interessante l'approccio narrativo: la storia viene narrata in prima persona attraverso filmati reali, con attori accompagnati dai cinque protagonisti, ma con l'inserimento in computer grafica delle vetture personalizzate durante le sessioni di gioco.

Rainbow Six: Siege

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Applicare l'assedio medievale al salvataggio degli ostaggi. È la proposta, sottolineata anche dal nome, del nuovo capitolo di Rainbow Six, serie storica ora nelle mani di Ubisoft che con Siege torna alle origini, mettendo da parte una trama e una progressione narrativa lineare in favore di un titolo esclusivamente votato al multigiocatore ma allo stesso tempo più fedele a quella che era la saga nei suoi primi episodi. Le modalità, che non stupiscono per la loro varietà, si suddividono nella ricerca/difesa di un ordigno o di un ostaggio e nella Caccia ai Terroristi, nella quale un gruppo di giocatori deve introdursi in un perimetro difeso da alcuni criminali per eliminare ogni minaccia. Interessante l'approccio relativo alle classi: sono presenti (da sbloccare) diversi corpi di polizia reali, ognuno caratterizzato da specialisti dotati di particolari oggetti o abilità. L'elemento legato all'assedio caratterizza la fase di preparazione all'attacco e alla difesa: quando, cioè, le due squadre composte da 5 giocatori devono da una parte innalzare barricate e dall'altra esplorare mediante droni il perimetro. Presenti, ovviamente, le immancabili cariche da irruzione, che qui godono di una particolare spettacolarità dovuta alla possibilità di distruggere praticamente ogni parete.

Call of Duty: Black ops III

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L'approccio ponderato di Rainbow Six non vi soddisfa perché cercate una sfida più frenetica? Call of Duty: Black Ops III è il titolo perfetto per voi. È senza dubbio il capitolo più completo e denso dell'intera saga, dotato di una storia dai tratti futuristici e da un comparto multigiocatore particolarmente intenso. La campagna propone un approccio fortemente rivolto al tema della bio augmentation e del bio hacking, cioè l'inserimento di innesti nel corpo o la totale sostituzione di interi arti con sostituti meccanici. Un ottimo spunto, purtroppo non approfondito come si sperava nonostante le interessanti divagazioni sull'influenza di queste protesi sulla nostra mente. La storia prosegue comunque con alcuni momenti epici, come ormai ci ha abituato nel corso degli anni. Molto coinvolgente il multigiocatore, che con l'introduzione degli specialisti – dei personaggi dotati di particolari abilità – rende il tutto ancora più dinamico. Immancabile, infine, la modalità Zombie, che qui raggiunge il suo massimo splendore con un'ambientazione vasta a tema anni '40 e nuove e interessanti introduzioni nel gameplay.

Disney Infinity 3.0

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Star Wars non è solo per gli adulti. L'uscita de Il Risveglio della Forza consentirà anche ai (futuri) piccoli appassionati di conoscere l'universo di Lucas e (ormai) di Abrams. Fondamentale per Disney, quindi, presidiare anche questa fascia con un titolo videoludico in grado di racchiudere tutta l'atmosfera delle pellicole. E questo Disney Infinity 3.0 lo fa alla perfezione. L'idea di base è sempre la stessa: alla console si connette una base dotata di tecnologia NFC sulla quale appoggiare statuette che magicamente prendono vita sullo schermo. In questo modo non è solo possibile giocare con i propri personaggi preferiti (da acquistare separatamente), ma anche vivere una serie di avventure ispirate alla vecchia trilogia, a quella dei prequel, agli spin-off animati e alla nuovissima trilogia, il cui play set de Il Risveglio della Forza è già disponibile. Un approccio rivolto ai più piccoli ma molto valido anche per chi ha qualche anno in più sulle spalle. Merito dell'ottimo gameplay che caratterizza i vari mondi di gioco, ognuno dotato del proprio gameplay in base a tipologia di personaggi e di storia, e che ha garantito a Disney Infinity un grande successo nel settore videoludico.

Guitar Hero: Live

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Il ritorno del grande videogioco musicale di Activision. Ricominciare da zero per costruire qualcosa di nuovo, è questa la strategia di FreeStyle Games, lo studio di sviluppo che si è trovato a dover svolgere un compito estremamente complesso, tanto da sembrare quasi impossibile: far rinascere dalle ceneri la serie Guitar Hero. Lo fa stravolgendo tutto. Dalla periferica alle meccaniche, fino alle modalità disponibili. Si rivoluziona il controller, ora non più caratterizzato da cinque tasti disposti in fila ma da sei tasti posizionati in due file da tre, una superiore e una inferiore. Ma anche tornando a proporre poche modalità sviluppate con cura: Live e GHTV. La prima propone una serie di concerti vissuti in prima persona dal punto di vista del chitarrista mentre questo si muove sul palco, interagisce con gli altri membri della band e con il pubblico. E se sbagliate? La scena si evolverà dinamicamente, mostrando musicisti arrabbiati e un pubblico decisamente rissoso. GHTV vuole invece essere una sorta di Spotify dei videogiochi: una serie di canali musicali tematici che propongono continuamente videoclip delle canzoni più famose, anche al di fuori dei 42 brani presenti nella modalità Live. Sentite un brano che ci piace? Basta prendere in mano la chitarra e premere un pulsante per mettervi a giocare.