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Buon compleanno Pac-Man: la storica sfera gialla compie 35 anni

35 anni di Pac-Man. Icona culturale, pietra miliare del settore videoludico e personaggio intramontabile che ha saputo conquistare grandi e piccini, ma soprattutto una moltitudine di generazioni che ancora oggi si aggirano per corridoi bui inseguiti da fantasmini colorati, alla ricerca del punteggio perfetto con il quale sbeffeggiare i propri amici.
A cura di Marco Paretti
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35 anni di Pac-Man. Icona culturale, pietra miliare del settore videoludico e personaggio intramontabile che ha saputo conquistare grandi e piccini, ma soprattutto una moltitudine di generazioni che ancora oggi si aggirano per corridoi bui inseguiti da fantasmini colorati, alla ricerca del punteggio perfetto con il quale sbeffeggiare i propri amici. 35 anni che quasi non si sentono, non fosse per la grafica dotata di una manciata di pixel e la musichetta a 8-bit, anch’essa nella leggenda insieme alle storiche melodie di Tetris e Super Mario, per citarne alcuni. 35 anni di storia videoludica, insomma, che proprio nel nome “pixel” faranno rivivere Pac-Man: sarà lui uno dei protagonisti del film Pixels in uscita questa estate.

Era il 22 maggio 1980 quando il primo Pac-Man arrivò nelle sale giochi giapponesi. Ma era solo il termine di uno sviluppo iniziato con uno scherzo. Pac-Man nasce sulla tavola di una pizzeria: Tohru Iwatani pensò al personaggio osservando una pizza a cui mancava una fetta. Quattordici mesi dopo, il personaggio prese vita e cominciò la sua corsa per la salvezza dai fantasmi. E verso la conquista del mondo. Simpatica anche la storia, che non tutti sanno, di come sia nato il nome; in Giappone il gioco è stato commercializzato con il nome Puckman, termine che deriva dalla parola giapponese ぱくぱく, "chiudere e aprire la bocca”. Negli Stati Uniti, però, il nome originale sarebbe stato storpiato troppo facilmente in Fuckman. Da qui il cambiamento in Pac-Man.

Negli ultimi 35 anni il gioco ha subito vari aggiornamenti e modifiche. La prima ha riguardato proprio i fantasmini, considerati troppo facili da evitare a causa dei loro movimenti, che nella prima versione seguivano un percorso predefinito. Per questo i programmatori utilzizarono uno schema aleatorio, dando ad ogni fantasma una propria personalità: rosso aggressivo, rosa veloce, blu intelligente e arancione stupido. Quest’ultimo è quello più imprevedibile dei quattro, ma anche il più lento. I seguiti ufficiali sono stati 11: da Ms. Pac-Man, versione femminile del personaggio, a Pac-Man Tilt per Nintendo 3DS. Il primo Pac-Man Day è stato celebrato nel 1983 in 27 città degli Stati Uniti, mentre la prima partita perfetta – completata, cioè, senza essere mai catturato dai fantasmi – la completò Billy Mitchell nel 1999 con un punteggio totale di 3.333.360 ottenuto in sei ore di gioco.

Tante anche le curiosità legate al personaggio, partendo dal nome fino al famoso livello 256. Gli stage del gioco, infatti, sarebbero teoricamente infiniti, ma a causa di un bug il 256esimo rappresenta di fatto l’ultimo. La spiegazione è tecnica ma semplice: sul fondo dello schermo vengono mostrati i frutti, tanti quanto è il livello corrente, ma solo se il numero dello stesso è minore di 8. In sostanza, il numero del livello viene registrato su un solo byte – nel caso del 255esimo è FF – ma quello successivo legge il numero esadecimale 100, prendendo solo le due cifre “00”. A causa di questa interpretazione il gioco traccia sullo schermo 256 frutti, riempiendo la schermata di simboli casuali e rendendo impossibile il completamento del livello. Una volta superato – cosa, appunto, non possibile – il gioco proseguirebbe normalmente per altri 255 stage. Indipendentemente da questo, sembra che nel 1982 Jeffrey R. Yee abbia terminato il gioco con un punteggio di 6.131.940, un numero così alto da aver ottenuto il plauso dell’allora Presidente degli Stati Uniti Ronald Reagan.

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E il futuro? Visto che, nonostante siano passati 35 anni, Pac-Man non accenna ad abbandonarci, il futuro del personaggio è nelle nuove console e, soprattutto, nei dispositivi mobile come smartphone e tablet. Ma anche nel cinema grazie a Pixels, una pellicola ispirata ad un cortometraggio creato qualche anno fa da Patrick Jean che vede protagonisti proprio i videogiochi degli anni ’80, questa volta in veste di invasori della terra. Il ruolo di Pac-Man sarà di tutto rispetto: impegnato nella distruzione della città, per sconfiggerlo i protagonisti dovranno trasformare quattro Mini in fantasmi colorati e chiedere aiuto allo stesso creatore Toru Iwatani, interpretato da Denis Akiyama. Insomma, dai videogiochi ai film la piccola sfera gialla è più in forma che mai. Auguri Pac-Man!

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Giornalista dal 2002 specializzato in nuove tecnologie, intrattenimento digitale e social media, con esperienze nella cronaca, nella produzione cinematografica e nella conduzione radiofonica. Caposervizio Innovazione di Fanpage.it.
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