È innegabile: il 2016 è l'anno dei Pokémon. Non che in questi 20 anni – già, dall'uscita del primo sono già passati due decenni – la serie di Game Freak e Nintendo sia passata inosservata; ogni nuovo gioco dei Pokémon ha sempre lasciato il segno, proponendo continuamente qualche elemento innovativo e cementificando il suo successo nella mente dei videogiocatori, soprattutto di quelli che proprio 20 anni fa hanno iniziato a percorrere le strade del mondo popolato dai piccoli mostriciattoli tascabili. Ecco, non solo per questo il 2016 è l'anno dei Pokémon, ma anche e soprattutto perché da luglio il brand è riuscito a far capire a tutti di essere ancora talmente forte da smuovere centinaia di migliaia di "insospettabili" giocatori.

Pokémon Go si è rivelato un fenomeno incredibile, non tanto per l'esperienza in sé – già proposta da titoli come Ingress, degli stessi sviluppatori – quanto per la capacità di mostrare come una serie nata due decenni fa sia ancora così viva nella mente delle persone da poter generare un'isteria collettiva che va a colpire non solo i videogiocatori ma anche chi, in questi 20 anni, i videogiochi li ha abbandonati per dedicarsi ad altro. Ma, si sa, la nostalgia è un sentimento forte. Troppo forte per resistere alla possibilità di esplorare la propria città in cerca dei mostriciattoli che hanno riempito la nostra infanzia.

pokemon-sole-luna-recensione

Ora, però, è tornato il momento dei Pokémon veri, quelli della serie principale che, appunto, da 20 anni accompagnano lo zoccolo duro dei videogiocatori. Da quei primi due Rosso e Blu di acqua sotto i ponti ne è passata parecchia: dal GameBoy si è passati all'Advance, al Nintendo DS e, infine, al Nintendo 3DS. La grafica monocromatica e a due dimensioni ha man mano ceduto il passo dapprima ai colori e in seguito alle tre dimensioni, che negli ultimi episodi, X e Y, hanno sfruttato le possibilità di mostrare immagini tridimensionali grazie allo schermo del Nintendo 3DS. Ma non solo, perché oltre a tanti nuovi Pokémon – oggi siamo a quota 721 senza contare la generazione imminente – i vari episodi hanno sempre introdotto nuove meccaniche, dalle battaglie 2 contro 2 al multiplayer online.

Ora la serie si prepara ad un altro salto in avanti con Sole e Luna, gli ultimi capitoli della serie che dal prossimo 23 novembre andranno a completare l'offerta su Nintendo 3DS. Lo faranno, elemento fondamentale, proprio cavalcando l'onda del successo di Pokémon Go. Un successo "collaterale", perché di fatto dietro l'applicazione fenomeno dell'estate non c'è Nintendo ma Niantic, studio di sviluppo già responsabile, appunto, di Ingress. Eppure questi mesi sono stati importanti per il brand, che ha rinvigorito la sua forza anche agli occhi dei meno fedeli. Che, chissà, potrebbero anche farsi sedurre dai due nuovi episodi.

pokemon-sole-luna-recensione

Come da tradizione, Sole e Luna presentano leggere differenze che coinvolgono per lo più la presenza dei Pokémon all'interno dei giochi: come ormai Nintendo ci ha abituati fin da Rosso e Blu, per ottenere tutti i mostriciattoli dovremo per forza di cose scambiarli con uno o più amici che possiedono la copia opposta alla nostra. Ma le vere novità dei nuovi capitoli sono altre. Partendo dalla nuova ambientazione "hawaiana" che suddivide la regione di Alola in quattro isole più una struttura centrale, ribaltando peraltro la classica struttura basata sulle palestre sostituendola con delle prove gestite da quattro capitani.

Interessante peraltro l'approccio che i designer di Nintendo hanno scelto non solo per la nuova regione ma anche per i Pokémon che la abitano: ora sono presenti versioni alternative dei mostriciattoli che tutti conosciamo, "modificate" proprio dalla particolare situazione climatica delle isole di Alola. Un elemento che spicca anche grazie alla rinnovata veste grafica ora ancora più tridimensionale sia nelle battaglie che durante l'esplorazione del mondo di gioco. Insomma quest'anno, com'era prevedibile, di carne al fuoco ce n'è parecchia. Se Pokémon Go ha rappresentato un ottimo antipasto, sono Sole e Luna a confermarsi come le ghiotte portate principali. E a far capire al mondo che i Pokémon sono qui per restare ancora a lungo.