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Attirati e derubati mentre giocavano a Pokémon Go. È la disavventura che ha coinvolto 11 giocatori, vittime dello stesso gioco che li aveva rapiti a tal punto da girovagare per la città in cerca di mostriciattoli tascabili, arrivando però a finire in un'imboscata tesa da alcuni rapinatori armati sfruttando proprio alcune funzionalità del gioco di Nintendo. Lo rivela il Missouri Police Department in una nota divulgata sulla pagina ufficiale, dove viene descritto il metodo utilizzato dai rapinatori per attirare e derubare i giocatori di Pokémon Go. Le vittime, tutte illese, hanno tra i 16 e i 18 anni.

In breve, i rapinatori avrebbero utilizzato un'esca virtuale che nel gioco serve ad attirare i Pokémon in un determinato luogo, per poi attendere l'arrivo dei giocatori in spazi isolati come posteggi all'aperto. La funzione consente infatti ad un giocatore di posizionare un'esca in grado di attirare i Pokémon, i quali sono poi visibili a tutti gli utenti nelle vicinanze; così i giocatori vengono inevitabilmente incuriositi dalla concentrazione di mostriciattoli da catturare. Una volta raggiunto lo spazio, però, i ragazzi non hanno trovato solo Pokémon ma anche quattro uomini armati all'interno di una BMW nera.

In questo modo i rapinatori hanno colpito 11 ragazzini tra i 16 e i 18 anni. In seguito ad una chiamata notturna, la polizia ha arrestato quattro sospetti e ritrovato la pistola utilizzata nel corso delle rapine all'interno della vettura. Non è la prima storia di questo tipo legata all'applicazione che ha letteralmente fatto impazzire il web: nel Wyoming, per esempio, una ragazza di 19 anni ha trovato un cadavere che galleggiava nel fiume mentre cercava di catturare un Pokémon. Senza contare gli innumerevoli incidenti dovuti alla scarsa attenzione che i giocatori hanno nei confronti di ciò che li circonda mentre camminano osservando lo schermo dello smartphone.