Serg si avvicina quasi di soppiatto, allungando la mano e presentandosi ancor prima di essersi palesato al gruppo di giornalisti di cui faccio parte. Testa rasata ai lati, abbigliamento largo e comodo, zaino su una spalla sola. Mi mette in mano un biglietto da visita, si presenta come un PR di uno studio di sviluppo russo e comincia a parlarmi di un gioco in uscita su smartphone e tablet. Tutto ciò avviene in un locale sul fiume Reno tre giorni prima dell'inizio della manifestazione videoludica più importante d'Europa. Perché la parte più interessante della Gamescom non è la Gamescom. Certo, la kermesse tedesca ormai giunta alla sua settimane edizione è diventata negli ultimi anni una vera e propria corazzata: dopo l'E3 di Los Angeles, quella di Colonia è la manifestazione europea più importante nel settore videoludico. Nonostante questo, però, la vitalità della Gamescom non è l'elemento che più colpisce chi visita Colonia ad agosto.

Il luogo in cui davvero si muove la scena videoludica indipendente – quella che vi fa giocare a titoli come Angry Birds, Flappy Bird o Candy Crush – è la GDC, la Game Developers Conference che ogni anno si svolge nei tre giorni precedenti la Gamescom. "Siamo al nostro secondo gioco, si chiama Evilibrium 2" mi spiega Serg, che nel frattempo ha chiesto informazioni dettagliate sulla testata per cui lavoro. "Si tratta di un gioco basato sulle carte collezionabili ma con elementi da gioco di ruolo. Se ti interessa ti mando il codice per la demo". Il giovane ragazzo russo finisce di spiegare a me e al resto dei giornalisti le caratteristiche del suo gioco, poi passa ad un altro gruppetto, dove si introduce con la stessa decisione e sicurezza utilizzata con noi poco prima.

GDC Gamescom sviluppatori

La GDC di Colonia è il ritrovo degli sviluppatori indipendenti, il luogo in cui aziende grandi e piccole hanno la possibilità di trovare un punto di incontro per discutere sul settore e uno spazio nel quale i nuovi creativi possono ascoltare i consigli dei colossi del settore. Quest'anno, tra gli altri, a salire sul palco della manifestazione sarà John Carmack, che tra le altre cose ha sviluppato Doom e Quake. È al termine delle giornate che, però, la situazione si fa interessante. Agli aperitivi che quasi ogni sera accompagnano la GDC si ritrovano tutti, da chi ha tenuto conferenze nel corso delle giornate a chi è a Colonia per cercare di spingere il proprio gioco. Io per la prima serata ho fatto la scelta peggiore possibile: ho indossato una maglietta con il logo di Microsoft in bella vista. Nei primi dieci minuti sono stato approcciato da due giovani sviluppatori che, vedendo il simbolo dell'azienda di Redmond, pensavano potessi aiutarli a fargli da ponte con chi i giochi ha la possibilità di pubblicarli davvero su Xbox.

Perché basta poco per passare dall'essere uno sviluppatore che programma nel weekend a vedere il proprio lavoro pubblicato su piattaforme importanti come quelle di Microsoft e Sony od ottenere una spinta da realtà estremamente forti nel settore. Dopotutto con l'avvento del digitale e delle console di nuova generazione la scena indipendente si è ritrovata al centro di un inaspettato interesse che ha portato persino le aziende di Redmond e Tokyo a lasciargli il palco delle rispettive conferenze per quasi mezz'ora. Se l'idea funziona, l'importante è trovare la persona giusta all'interno di queste serate, presentare bene il titolo e sperare che si possa lavorare insieme ad un progetto. Non stupisce, quindi, l'estrema decisione con la quale ragazzi di ogni età si aggirano tra fiumi di giornalisti e distributori in cerca dell'accordo della vita. "Io arrivo dalla Cina, dove stiamo per lanciare un nuovo gioco mobile sviluppato dalla nostra azienda" mi spiega An An, Vice President of Business Development di Gaea Mobile. "Sono estremamente interessato dalla diversità dei vari mercati videoludici nel mondo. Nel mio paese, per esempio, gli eSport sono molto popolari, mentre in Italia è un trend che sta nascendo solo ora".

GDC Gamescom sviluppatori

Parlando con gli ospiti della GDC, in effetti, non ci vuole molto per capire che dell'Italia si ha una visione molto votata al mobile per quanto riguarda la fruizione di videogiochi. Scoprire che nel Bel Paese i videogiocatori sono quasi 30 milioni ha creato quasi sempre stupore. "Davvero? Non ne avevo proprio idea" ha risposto An, aggiungendo che il loro gioco sarebbe uscito anche in Italia. Basta allontanarsi e appoggiare la birra – una costante, siamo comunque in Germania – per ritrovarsi parlare con Christopher da Londra, anche lui sviluppatore di giochi mobile. In queste occasioni l'approccio è sempre simile: presentano il progetto e poi chiedono informazioni sulla realtà dietro alla persona con cui stanno parlando. Se è convincente – e se pensano possa portargli visibilità – gli forniscono più elementi, compresi eventuali press kit sotto forma di chiavetta USB o piccoli gadget. Prima di lasciarmi Serg affonda la mano nel suo zaino e mi lascia tre chiavette USB brandizzate con il nome del suo gioco. "Tieni, lasciane un paio ai tuoi colleghi se pensi che possano darmi un po' di visibilità".

Uscendo mi imbatto in Daniele, sviluppatore del sud Italia ora dipendente di Codemaster, importante realtà inglese fortemente incentrata sullo sviluppo di simulazioni automobilistiche. "Ho cominciato creando applicazioni e giochi dedicati a smartphone e tablet" mi racconta, immancabile birra in mano. "Poi ho ricevuto un'offerta dall'Inghilterra e sono partito". Mentre mi spiega che nel nostro paese riuscire ad emergere in un mercato ormai stagnante è difficile, uno degli organizzatori si affaccia dal capannone che ospita l'evento per avvisare dell'inizio della grigliata. Per un momento le discussioni si interrompono; ricominceranno a breve tra un morso e l'altro, in un'atmosfera che ricorda una vivace serata di speed dating condita da un misto tra strategie di marketing e conviviali chiacchiere da bar. La GDC copre solo tre giorni prima della Gamescom, dove i grandi del settore si danno battaglia con titoli del calibro di FIFA, Call of Duty e Assassin's Creed. Eppure è lì, in quei capannoni che ospitano giovani sviluppatori e relativamente piccoli distributori, che l'industria videoludica mostra ancora vitalità. Una verve che accompagna una sorta di artigianato digitale creato e presentato da giovani artigiani 2.0, che da tutto il mondo si radunano in manifestazioni come la GDC per trovare chi può lanciarli verso il successo. Una stretta di mano alla volta.