Quello di Splatoon non era di certo un compito semplice. Una nuova IP fortemente incentrata su un nuovo genere, un settore inesplorato per Nintendo che, allo stesso tempo, deve cercare di riaccendere i riflettori sulla sua console casalinga Wii U, da tempo afflitta da vendite ben al di sotto della soglia della decenza. Così l'azienda di Kyoto punta tutto su quello che ad una prima occhiata sembrerebbe essere un genere estraneo al mondo colorato e vivace di Mario e compagnia: uno sparatutto. Nonostante le particolari premesse – ma anche i forti dubbi espressi da molti – Nintendo è riuscita a confezionare qualcosa di davvero unico nel panorama videoludico, non solo facendo suo il genere stesso degli sparatutto ma anche andando a proporre un'esperienza completa ed efficace, di quelle che negli ultimi anni mancavano anche da parte delle aziende più impegnate in questo settore.

Splatoon

Ed è proprio l'unione della vivacità dei personaggi Nintendo con un genere così guerrafondaio ad aver dato vita ad un videogioco originale, divertente e ben strutturato. Le premesse di Splatoon sono semplici quanto intriganti: in un mondo popolato da Inkling – creature umanoidi che possono trasformarsi a piacimento in calamari – squadre di quattro giocatori si sfidano per il predominio di diverse ambientazioni. Qui arriva l'elemento vincente: l'obiettivo non è massacrare gli avversari – Nintendo utilizza un termine più pacato: splattare – ma colorare più parti di mappa possibili con il colore della propria squadra. Già, perché le armi degli Inkling non sparano proiettili, ma vernice colorata. Che poi può essere "navigata" dai personaggi sotto forma di calamari, ma solo a patto di trovarsi sul proprio colore. Da questo elemento nascono battaglie frenetiche, coloratissime e, soprattutto, estremamente originali.

Una ventata d'aria fresca garantita anche dalle diverse armi acquistabili dai rivenditori – è presente una piazza liberamente esplorabile dalla quale raggiungere le varie arene e negozi – e dalle modalità proposte da Splatoon. Le prime si dividono in tre rami principali: un fucile automatico, un rullo per pittura e un fucile di precisione. Ognuno è dotato dei suoi pro e dei suoi contro, oltre che, ovviamente, di una modalità di fuoco distintiva. Il fucile automatico spara molti colpi a ripetizione ma ha una gittata limitata, mentre quello di precisione può raggiungere posizioni più distanti ma richiede una breve ricarica prima di poter essere utilizzato. Il rullo, infine, permette di colorare velocemente grandi spazi ma è assolutamente inutile sulla media/lunga distanza. A partire dal quarto livello è possibile selezionare liberamente la classe preferita, mentre man mano che si avanza nel gioco saremo in grado di acquistare armi sempre più potenti e gadget da utilizzare durante le partite. Tra questi ultimi figurano granate, mine e mosse speciali: degli oggetti che possono essere attivati solo dopo aver colorato abbastanza terreno ma che garantiscono una potenza di fuoco nettamente maggiore.

Inizialmente le uniche modalità di gioco disponibili saranno la classica sfida tra due team composti da quattro persone e le partite con gli amici. A partire dal decimo livello, invece, avremo accesso alla modalità Pro, simile alle partite tradizionali ma classificata, un po' come avviene negli sparatutto classici. Splatoon è fortemente votato all'online, ma non disdegna la componente in singolo. Per questo propone una serie di missioni che ci vedranno affrontare agguerriti polpi – le forze octariane – e diversi boss, ma anche una "palestra" nella quale è possibile sfidare una amico. Poco più che un passatempo, utile anche a prendere confidenza con i controlli. Sono proprio questi ultimi a richiedere un minimo di adattamento: la modalità di default permette di controllare il movimento orizzontale della visuale con lo stick analogico destro, mentre la gestione di quello verticale è affidata al sensore di movimento del GamePad. In questo modo la mira risulta godibile, ma richiede una buona dose di allenamento, soprattutto per i giocatori più tradizionalisti. Questi ultimi potranno comunque scegliere di gestire completamente la visuale tramite levetta destra, un'opzione che però stona con il movimento del mirino: a differenza degli sparatutto classici, dove l'indicatore resta immobile al centro dello schermo, in Splatoon si muove leggermente verso l'alto e verso il basso. Elemento di poco conto, ma che può risultare straniante ad una prima occhiata.

Una volta presa la mano, però, Splatoon diverte come pochi altri giochi. Partite veloci e frenetiche, con una durata perfetta di 3 minuti che richiede uno sforzo coeso da parte del team di giocatori. Al termine di ogni partita viene analizzato il terreno coperto dai colori delle due squadre: vince chi ha la percentuale più alta. A chi puntava il dito contro la scarsa presenza di contenuti, Nintendo ha risposto con una valanga di possibilità, tra mappe, supporto agli Amiibo, personalizzazione delle armi e dei personaggi – è possibile acquistare cappelli, maglie e scarpe, tutte dotate di bonus differenti – e contenuti dal rilascio imminente. Da qui al prossimo anno, infatti, l'azienda di Kyoto pianifica di lanciare nuovi contenuti gratuiti, tra cui mappe e modalità, con le quali tenere viva l'attenzione sul gioco.

Splatoon

Una mossa azzeccata, soprattutto in un periodo nel quale i DLC richiedono costanti esborsi di denaro per poter continuare a giocare al pari degli altri giocatori. Insomma, sarà anche un settore nuovo per Nintendo, ma l'approccio è dei migliori. Nonostante alcuni piccoli problemi nel bilanciamento delle armi e l'assenza – sempre più incomprensibile – della chat vocale, Splatoon diverte nella sua frenesia e vivacità, peraltro proponendo un utilizzo del GamePad ben ponderato, sia dal punto di vista dei controlli che da quello del touchscreen. Pad alla mano, Splatoon è decisamente più completo di quanto potesse apparire negli scorsi mesi e, nel periodo successivo all'uscita, non farà altro che ampliarsi e migliorarsi. Nintendo ha ancora una volta dimostrato di poter dare vita ad esperienze di tutto rispetto, ora bisognerà capire se la risposta degli appassionati sarà tale da riuscire a risollevare le vendite di Wii U.