Una sola cosa è certa riguardo al prossimo futuro nel campo dei videogiochi: la realtà virtuale. Fin dall’annuncio di Oculus Rift – visore VR annunciato e finanziato tramite Kickstarter nel corso del 2012 – il polverone mediatico alzatosi intorno a questo tipo di periferiche non ha fatto altro che ingigantirsi, attirando a sé giocatori, sviluppatori e aziende. L’idea di immergersi completamente in un mondo virtuale grazie ad un “casco” – sogno nel cassetto di ogni adolescente cresciuto negli anni ’90 – è semplicemente troppo affascinante per non destare scalpore. E se Oculus Rift e la sua rivoluzionaria tecnologia hanno spianato il terreno per questo tipo di esperienze virtuali, ora è tempo che altri comincino a percorrere quella stessa strada. Così Sony, dopo mesi e mesi di rumor, ha annunciato durante la GDC (Game Developers Conference) l’esistenza di Project Morpheus, un visore di realtà virtuale per Playstation 4 in uscita in un non meglio precisato futuro.

Le promesse di questa periferica sono molto simili a quelle di Oculus Rift: una volta indossati questi “occhiali”, avremo dinnanzi a noi un mondo virtuale che potremo osservare semplicemente inclinando e girando la testa, un movimento naturale che ci permetterà di controllare la visuale del gioco in maniera totalmente naturale. Questo obiettivo è reso possibile grazie ai sensori di movimento e allo schermo da 5 pollici con una risoluzione di 1080p e un angolo di visuale di 90°, accompagnati da un’innovativa tecnologia di audio 3D che permetterà di gestire dinamicamente la direzione del suono in base all’inclinazione della nostra testa. L’esperienza finale è di totale immersione e, dopo un periodo di adattamento, ci ritroveremo a muovere con naturalezza la visuale a seconda del contesto. Durante le presentazioni di Oculus Rift abbiamo infatti assistito ad una discreta varietà di situazioni possibili: potevamo giocare a Pong, osservare i fondali marini, fare un giro sulle montagne russe e molto altro, tutto tramite l’utilizzo dei visori e dei suoi sensori di movimento. Sony, per la presentazione del suo nuovo progetto, ha ridotto a due le esperienze possibili alla GDC: l’esplorazione di alcuni ambienti marini all’interno di una gabbia e un combattimento medievale.

La realtà virtuale rappresenta il futuro del gaming

Shuhei Yoshida
Quello che appare chiaro fin da subito una volta indossato il visore è che, a differenza di Oculus Rift, Sony promuove fortemente un’esperienza di gioco in piedi, in modo da potersi spostare, abbassare e saltare. Muovendo la visuale verso il nostro corpo potremo infatti vedere i nostri arti comportarsi in maniera realistica e rispondere agli input dati dal nostro vero corpo. Ed è forse questo il punto forte di Project Morpheus: creare un’immedesimazione ancor più profonda inserendo all’interno del mondo virtuale elementi legati al nostro essere reale. Ad aiutare il software in questo compito ci penseranno i controller Playstation Move – la periferica di motion control nata su Playstation 3 – grazie ai quali potremo controllare braccia e mani virtuali. Nella prima demo possiamo per esempio muovere un bengala per allontanare i pesci che si avvicinano troppo alla gabbia, mentre nello scenario medievale possiamo raccogliere una spada e colpire i manichini sparsi per la mappa, il tutto semplicemente sferrando colpi proprio come nella vita reale. Il riconoscimento dei movimenti funziona bene ma è ancora un po’ impreciso, cosa che potrebbe rovinare l’esperienza globale: aspettarsi un determinato movimento dell’arto e trovarsi invece il braccio virtuale da tutt’altra parte creerebbe dei contrasti in grado di eliminare l’idea di immersione. Allo stesso modo, i visori necessitano ancora di qualche rifinitura per quanto riguarda il piccolo schermo – che ora mostra due brutte bande nere ai lati – e l’isolamento dall’esterno; nel modello che è possibile provare alla GDC, infatti, è presente un problema di filtraggio della luce.

È doveroso ricordare che stiamo parlando di una periferica allo stadio iniziale di sviluppo, la quale sarà soggetta a continue modifiche e migliorie prima della data d’uscita che, come confermato da Sony, non ricadrà all’interno del 2014. L’azienda giapponese ha però dimostrato di essere capace di creare un’esperienza di realtà virtuale di buon livello e di essere già ad un punto notevolmente avanzato nella gestione di tale tecnologia, facendoci ben sperare anche per quanto riguarda l’introduzione di metodi di controllo paralleli costituiti dal Playstation Move. Gli sviluppatori di Oculus Rift hanno già risposto all’annuncio dicendo che la concorrenza farà bene ad entrambi e noi non possiamo che essere d’accordo, soprattutto visto il target differente delle due periferiche, una destinata principalmente al mondo PC e l'altra a Playstation 4.
Tra Oculus Rift, Project Morpheus, Google Glass e quant’altro la realtà virtuale si sta sovrapponendo sempre più sulla realtà, un’idea che non va giù a molti e allo stesso tempo stuzzica la fantasia di altri. Ma in questo scenario i videogiochi potrebbero uscirne vincitori e scoprire la loro naturale evoluzione, la stessa evoluzione che sognavamo 20 anni fa pensando ai caschi virtuali e che ora sta diventando realtà. Non solo virtuale.