Il momento è giunto. Come ogni anno, poco prima dell'estate comincia ad accendersi la sfida tra due delle serie videoludiche più apprezzate in Italia, che negli ultimi due anni sono tornate finalmente a darsi battaglia ad armi pari. FIFA da un lato e PES dall'altro, le due saghe appassionano gli appassionati da ormai decenni, soprattutto in un paese come l'Italia che, ovviamente, ama tutto ciò che gravita intorno al calcio. Quest'anno il primo ad essere stato mostrato è il nuovo capitolo di Pro Evolution Soccer, la simulazione calcistica di Konami che nel corso degli ultimi due anni è riuscita a rimontare clamorosamente sulla concorrenza e che quest'anno vuole affermarsi definitivamente come il miglior gioco di calcio. Lo abbiamo provato in anteprima e queste sono le 5 cose che ci hanno colpito di più.

Control reality.

È il leitmotiv del gioco: il controllo della palla, dei movimenti e del gioco di squadra attraverso stop, precisione e passaggi mirati. I pilastri di questo approccio sono due: il Real Touch e il Precise Pass. Il primo consente ai giocatori di controllare il primo tocco della palla in maniera completa e precisa attraverso lo stick sinistro, decidendo come gestirla e dove dirigerla una volta toccata. A differenza degli anni passati, questa meccanica funziona ora in maniera più dinamica e fluida, innestandosi nelle giocate con un approccio poco invasivo ma consentendo un controllo di palla nettamente più immersivo. Il Precise Pass consente invece di affidarsi ad un passaggio preciso se lo si effettua dopo aver ricevuto e stoppato il pallone correttamente.

Strategia e tattica.

Fondamentale, viste anche le dinamiche riflessive e generalmente più lente rispetto alla concorrenza, la parte strategica e di gestione della squadra. Questa è rappresentata dal sistema denominato Total Team Control, una funzionalità gestita dai pulsanti dorsali attraverso la quale è possibile impostare l'aggressività della squadra e selezionare fino a quattro strategie (due d'attacco e due di difesa). Queste ultime si selezionano prima dell'inizio della partita, si suddividono in sette d'attacco e cinque di difesa e vantano la presenza di strategie ormai famose come il Tiki Taka.

pes-2017-anteprima provato

Arbitri e portieri.

Due figure che hanno in comune un elemento: in un videogioco sembrano di contorno, ma all'interno delle partite svolgono un ruolo fondamentale. Per questo l'anno scorso la gestione di arbitri e portieri era stata criticata a causa di alcuni comportamenti che stonavano con la qualità generale del gioco. In PES 2017, invece, gli arbitri si dimostrano meno permissivi e tolleranti, con cartellini che fuoriescono più facilmente dal loro taschino. I portieri, invece, ci sono sembrati più reattivi sia quando si tratta di rispondere ad un tiro che quando devono recuperare da una caduta. In generale i movimenti sembrano essere meglio connessi tra loro, elemento che gli fornisce un migliore dinamismo nelle azioni.

Intelligenza artificiale.

Un elemento in particolare viene definito rivoluzionario da Konami: l'Adaptive IA, l'intelligenza artificiale adattabile. In breve, l'IA della squadra avversaria sarà in grado di apprendere il nostro modo di giocare modificando di conseguenza il suo approccio nei nostri confronti, per esempio marcando con più giocatori il nostro attaccante al quale passiamo continuamente la palla. Funziona? Apparentemente sì, ma la nostra prova ha coinvolto principalmente avversari umani, quindi bisognerà attendere ancora qualche settimana per comprendere se l'IA sarà davvero in grado di costituire una sfida degna.

Aggiornamenti di rose e stato di forma.

Uno dei punti deboli della scorsa edizione, che quest'anno Konami promette di risolvere fin da subito. Al day one PES 2017 potrà godere di tutte le squadre aggiornate, senza la necessità di dover attendere un aggiornamento successivo come avvenuto con l'ultimo capitolo. Inoltre, l'azienda giapponese ha promesso aggiornamenti settimanali dello stato di forma legato tanto alle modalità online quanto a quelle offline.