Il mercato dei videogiochi in Italia ha un giro d’affari di un miliardo di euro, ma solo il 3% coinvolge l’Italia: è questo uno dei dati emersi dal Primo Rapporto sull’Industria italiana dei Videogiochi, tenutosi a Palazzo Chigi il 22 gennaio.

L’incontro è stato accolto con grande favore da appassionati e addetti ai lavori, perché finalmente discute di un settore che, come dice il ministro per le Politiche Giovanili Giorgia Meloni, occupa il 57% del mercato del’intrattenimento. A discuterne assieme al ministro, Laura Deitinger presidente Assoknowledge – Confindustria Servizi Innovativi e Tecnologici, Raoul Carbone, Presidente di Filiera del gruppo Produttori italiani di videogiochi, e Paola Frignani, account manager di Milestone. Moderatore Roberto Genovesi, direttore artistico di Cartoons on the Bay.

Non solo in America e in Giappone, ma anche in paesi come Inghilterra, Francia e Germania i videogiochi sono ritenuti una forma di espressione artistica, oltre che un prodotto industriale forte. In Italia, lamenta Laura Deitinger, gli sviluppatori lavorano per multinazionali straniere, così che giochi prodotti in Italia non contribuiscono al nostro mercato. Eppure la comunità videoludica in Italia è composta da 20 milioni di individui. È giusto quindi per gli industriali che il governo si accorga dell’importanza che il settore ha nell’economia e lo supporti per incentivarne la produzione.

Giuseppe D’Angelo