Se in questo momento esiste un visore per la realtà virtuale in grado di renderla davvero mainstream, questo è sicuramente il PlayStation VR. Se da un lato è vero che le soluzioni di Oculus e HTC sono quelle più tecnologicamente avanzate, non si può dire lo stesso per quanto riguarda la semplicità di utilizzo e, soprattutto, il prezzo. Oltre ai circa 800 euro di visore, Rift e Vive richiedono un PC da almeno 1.000 euro per funzionare a dovere, con un costo totale estremamente elevato. La proposta di Sony, invece, si collega alla PlayStation 4 ed è disponibile a 399 euro. in vendita da ormai una settimana, il visore è accompagnato da alcuni titoli in realtà virtuale che per il momento ne mostrano solo le potenzialità. Ecco 7 proposte che ci hanno convinto.

Batman: Arkham VR.

Avete sempre sognato di vestire i panni di Batman? Con questa esperienza in realtà virtuale potrete farlo davvero. Batman Arkham VR consente ai giocatori di immergersi nelle atmosfere di Gotham City, investigare sui crimini della città e risolvere enigmi. Il tutto indossando letteralmente la tuta dell'uomo pipistrello tramite il visore e interagendo con il mondo virtuale attraverso l'utilizzo dei controller PlayStation Move. Una proposta che apparentemente più risultare quasi banale, ma che invece riesce a far comprendere perfettamente le possibilità della realtà virtuale in ambito videoludico, con una interessante interazione con gadget e armi da parte del giocatore, elemento che riesce a rendere dinamico un gioco che, di fatto, non ci consente di muoverci autonomamente.

VR Worlds.

Più che un gioco vero e proprio, VR World rappresenta un insieme di piccole esperienze che hanno il pregio di mostrare ai giocatori le potenzialità della realtà virtuale e del visore di PlayStation. Si passa dall'immersione nelle profondità oceaniche all'esplorazione dello spazio a bordo di un robottone, passando per l'esperienza più interessante: The London Heist, una piccola storia che ci porta a completare una rapina. Quest'ultima è senza dubbio la proposta più efficace, che combina una buona narrazione ad un'interazione completa con tutto l'ambiente di gioco.

Until Dawn: Rush of Blood.

Ricordate le sale giochi con i cabinati dove bisognava sparare a destra e a manca tramite pistole di plastica? Ecco, Rush of Blood riprende le stesse basi ma le applica alla realtà virtuale. Nel gioco ci troveremo su un carrello impegnato in una delirante corsa senza freni all'interno di una sorta di luna park del terrore, dove peraltro si aggirano personaggi poco raccomandabili. Tramite l'utilizzo dei PlayStation Move dovremo sparare a tutto ciò che si muove, con meccaniche che si rivelano fin da subito piuttosto divertenti. E in grado di bilanciare bene l'atmosfera horror, che diventa affrontabile anche da chi si spaventa facilmente.

Driveclub VR.

Inevitabilmente, tra le esperienze più interessanti della realtà virtuale si trovano quelle legate alla guida di un veicolo da sogno. Driveclub VR non fa altro che proporre lo stesso gameplay offerto dalla simulazione di Sony uscita due anni fa, ma introducendo l'elemento della realtà virtuale che ci posiziona direttamente all'interno dell'abitacolo delle automobili. Il nuovo punto di vista è decisamente entusiasmante, ma molti giocatori hanno sottolineato il presentarsi di una leggera nausea. Dalla nostra prova possiamo dire che questo dipende da alcune vetture e da alcuni tracciati, che risultano particolarmente fastidiosi. Peccato, perché con un volante l'immedesimazione è totale.

Rez Infinite.

Onirico e dinamico al punto giusto, la versione in realtà virtuale del leggendario Rez non delude nemmeno se messa a confronto con la prova del tempo. Questa variante ripercorre i livelli su binari dell'originale, ma propone una sezione denominata Area X all'interno della quale i giocatori avranno il pieno controllo del protagonista nelle tre dimensioni. Questo, unito alle possibilità offerte dalla realtà virtuale, danno vita ad un'esplosione di colori e particelle davvero efficace. Peccato per la scarsa durata, unico vero tallone d'Achille della nuova proposta.

RIGS.

Da provare per il concetto, da evitare per la nausea. RIGS propone un'idea che sulla carta funziona alla grande: partite che mettono a confronto due squadre di giocatori dotati di robottoni, che devono segnare punti portando una palla nel canestro. Ovviamente sparandosi nel mentre. Dinamico e competitivo, il gioco si scontra purtroppo con la dura realtà del VR: se chi impersoniamo nei mondi virtuali si muove troppo e il nostro corpo non lo fa, il cervello va in confusione e l'esperienza genera una forte nausea. RIGS funziona bene per i primi minuti, ma dopo la velocità dell'azione lo rende difficile da giocare. Peccato.

Rise of the Tomb Raider.

Impossibile giocare tutta la nuova avventura di Lara in realtà virtuale, ma la tentazione di proporre qualcosa per il nuovo PlayStation VR era troppa. Così gli sviluppatori hanno deciso di consentire l'utilizzo della tecnologia all'interno del Croft Manor, la villa della famiglia Croft, che sarà completamente esplorabile dai giocatori in realtà virtuale. L'obbiettivo è meno "violento" di quello del gioco principale: dovremo esplorare la villa per scoprirne la storia, leggendo vari documenti e cercando reperti. L'esperienza funziona, ma nella sua versione "libera" risulta leggermente fastidiosa a causa del movimento orizzontale che la nostra mente percepisce come una stranezza. Più rilassante la variante pilotata, cioè quella che ci consente di puntare un luogo per teletrasportarsi.