La PlayStation 4 potrebbe essere utilizzata dai terroristi per comunicare tra loro e organizzare azioni e movimenti senza essere individuati. È quanto sostenuto da Jan Jambo, ministro belga per gli affari interni, che ha spiegato come l'ambiente notoriamente difficile da monitorare della console di Sony potrebbe consentire comunicazioni sicure tra i membri dell'Isis. Un'ipotesi poi sostenuta anche da diverse testate internazionali, le quali hanno citato i diversi metodi che permettono ai giocatori di mettersi in contatto online attraverso il PlayStation Network. Dopo che la notizia ha fatto il giro del mondo, Sony è intervenuta inviando un messaggio per rassicurare tutti gli utenti.

"PlayStation 4 consente di comunicare con i propri amici e altri videogiocatori. Come per molti altri dispositivi connessi, ha il potenziale per essere abusata" si legge nella nota divulgata da un portavoce Sony. "Prendiamo seriamente la responsabilità di proteggere i nostri giocatori e chiediamo ai nostri utenti e partner di riportare ogni tipo di attività che possa essere offensiva, sospetta o illegale. Quando abbiamo identificato o siamo venuti a conoscenza di una condotta di questo tipo, ci siamo sempre impegnati ad effettuare le azioni appropriate in collaborazione con le autorità e continueremo a farlo". Il messaggio è stato inviato alle redazioni internazionali ed è stato pubblicato all'interno dei forum di riferimento dove gli utenti, nel corso delle ultime ore, hanno chiesto spiegazioni in merito. Risposta che peraltro non smentisce le voci, ma va a sottolineare l'impegno nel monitoraggio di situazioni sospette o illegali.

Ps4 chat Sony Isis

D'altronde PlayStation, secondo Jambo, offre numerose alternative al semplice invio di messaggi: ci sono le chat vocali, le videochiamate tramite il servizio online PlayStation Network e la possibilità di inviare messaggi attraverso i vari giochi. Come sottolinea anche Forbes, i terroristi potrebbero comunicare un messaggio senza dover dire una parola: per esempio disegnando un piano d'attacco attraverso le monete di Super Mario Maker  – per citare un gioco esterno alla piattaforma Sony – per poi condividerlo privatamente con un amico o "scrivendo" una frase – temporanea, perché dopo pochi secondi svanisce – sparando ad un muro in Call of Duty. Al di là delle insinuazioni di Jambo, però, non è stato ancora dimostrato che i membri dell'Isis abbiano effettivamente utilizzato questo mezzo di comunicazione. Ipotesi che comunque risultano plausibili, anche perché Sony non ha di fatto smentito le voci ma si è "solo" impegnata a segnalare quanti più account sospetti possibile alle autorità.