Nintendo non venderà più console in Brasile. Le tasse troppo alte applicate alla vendita di console da gioco hanno spinto l'azienda di Kyoto ad abbandonare totalmente il mercato brasiliano, non distribuendo più né piattaforme né videogiochi.
Nintendo ha incolpato le tasse del paese, un elemento estremamente avverso per il settore videoludico brasiliano. L'azienda avrebbe potuto evitare costi così alti spostando parte della produzione in Brasile, una mossa mai attuata anche a causa del forte investimento richiesto.

"Il Brasile è un mercato importante per Nintendo e ospita tanti appassionati, sfortunatamente la sfide della distribuzione locale hanno reso il nostro modello di business insostenibile" ha spiegato l'azienda in un comunicato "Queste sfide includono tasse estremamente alte applicate al settore e la nostra decisione di non spostare parte della produzione in brasile. Continueremo a monitorare l'evoluzione della situazione per valutare come servire al meglio i nostri fan brasiliani nel futuro".
Nintendo smetterà di distribuire console e videogiochi, ma dovrebbe continuare ad importare gadget e altro materiale promozionale. Inoltre, il sistema bancario del paese ha reso problematici anche gli acquisti digitali effettuati attraverso lo store online di Wii U.

I problemi del settore videoludico in Brasile sono noti da tempo. Già nel 2013 Reggie Fils-Aime, presidente di Nintendo of America, aveva sottolineato la sfida rappresentata dalla distribuzione dei propri prodotti nel paese sudamericano.
Basti pensare che le tasse brasiliane hanno gonfiato il prezzo di Playstation 4 fino a circa 1.500 dollari, mentre Xbox One è venduta a poco più di 800 dollari. Secondo Sony, il 63% del prezzo della console è dovuto a tasse e dazi imposti dal governo. Si prevede tanta saudade per i fan Nintendo.