Se vi ricordate dei Lemmings, i piccoli omini protagonisti dell'omonimo gioco, potreste avere qualche anno di troppo sulle spalle. D'altronde il brand è quasi sparito dalla circolazione, con l'ultimo episodio risalente al 2007: da quel momento dei Lemmings non si è più sentito parlare, tanto che l'interesse sul web è crollato. Basta guardare il grafico di Google Trends per accorgersi che dal 2007 la parabola discendente ha portato i Lemmings a sparire quasi completamente dall'immaginario collettivo. Persino l'anniversario è passato in sordina. Eppure 25 anni fa il gioco aveva stupito il mondo con le sue meccaniche innovative, entrando di diritto nella cerchia dei videogiochi più famosi della storia.

Era il 14 febbraio 1991: Lemmings, sviluppato dalla DMA Design e pubblicato dalla Psygnosis, usciva su Amiga. L'idea dietro alle sue meccaniche deriva da un documentario trasmesso in quegli anni: i lemmini (o lemmings, in inglese) nei periodi di carestia si gettano da un dirupo suicidandosi, per non creare sovraffollamento nelle aree più popolate. Nel gioco i piccoli protagonisti cercando di fare proprio questo: uccidersi. Al giocatore spetta invece il compito di salvarli, deviandone la marcia e indirizzandoli sani e salvi verso l'uscita dei vari livelli. Semplice ma innovativo, il concetto rapì subito i giocatori, tanto che Lemmings è stato in seguito pubblicato su praticamente ogni piattaforma esistente.

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In seguito si scoprì che il documentario prodotto da Disney – quello che ispirò gli sviluppatori – non mostrava il reale comportamento degli animali: la produzione aveva trasportato i lemmini in un luogo diverso da quello in cui vivevano, obbligandoli a lanciarsi dalla scogliera. Insomma, era tutto frutto di una bugia. Slancio di fantasia che però dette vita al fenomeno videoludico che ora tutti conosciamo. O meglio, che fino a poco tempo fa conoscevamo. Perché, visto lo scarso interesse nel riportare in auge la serie, è probabile che presto i Lemmings scompaiano davvero non solo dal mercato, ma anche dai nostri ricordi.